Pietro Milani: ph crdits by Borracho Music
Interviste/Recensioni

“Ottimismo e positività, nella musica come nella vita”: intervista a Pietro Milani

Pietro Milani è un cantautore emergente, classe 1989. Nasce principalmente come chitarrista e cantante e lo studio disciplinato gli dà la possibilità di potersi occupare da solo degli arrangiamenti delle sue canzoni, sapendo invero curare tutti gli strumenti coinvolti. Ha un’anima rock e una scrittura evocativa con la quale vuole raccontare se stesso e trasmettere ottimismo e positività.

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Attualmente ha all’attivo ben 6 singoli, registrati tutti nel suo home studio. I testi sono scritti insieme a Giulia, fidata collaboratrice che da sempre lo accompagna nel mondo della scrittura testuale.

Cosa pensi di fare?” è l’ultimo singolo di Pietro Milani, registrato in collaborazione con tre diversi musicisti: Massimo Rotondo alla chitarra, Jacopo Marelli al basso e Patrizio de Angelis alla batteria.

Potete ascoltare e seguire Pietro Milani su tutti i principali canali social:

Instagram, Facebook.

La sua musica è disponibile su YouTube e Spotify.

In collaborazione con @borracho.play.music

Ecco qui la mia intervista per conoscere meglio questo fantastico artista!

Raccontaci di te! Come è nata la passione per la musica e per la scrittura?

Ciao Giulia, grazie mille per lo spazio che mi stai dando ed un saluto a tutti voi che state leggendo questa intervista! Sono Pietro Milani, classe 1989, cantautore rock emergente italiano. La passione “vera” per la musica nasce nel 2002 quando il giorno del mio compleanno mi viene regalato l’album “Fuori come va?” di Ligabue. Da qual momento non ho praticamente ascoltato altro, è stato amore al primo…ascolto!

Piano piano mi sono poi avvicinato anche alla chitarra, grazie ad Alessandro che adesso è il mio produttore e mi aiuta nella realizzazione dei miei singoli: guardando e ascoltando lui suonare la chitarra mi sono appassionato anche a questo strumento che tuttora, insieme alla voce, è il mio strumento principale. Mi sono confrontato invece con la scrittura quasi per caso, e sempre grazie a Ligabue: ho scritto la mia prima canzone con l’aiuto di Giulia, una mia cara amica con la quale collaboro ancora oggi, in occasione di un concorso per poter aprire un concerto di Ligabue nello stadio di San Siro. Da quel momento mi lancio nel mondo della scrittura e della realizzazione delle mie canzoni.

C’è un messaggio in particolare che vuoi venga colto dal tuo pubblico grazie alle tue canzoni? Quale?

Ogni canzone nasce con l’idea di trasmettere un pensiero, ma sempre poi si trasforma in base al messaggio che viene recepito da chi ascolta la canzone: è il bello della musica, perché le canzoni sono di tutti e tutti sono liberi di interpretare quello che ascoltano e ricavarne un proprio messaggio. Se c’è un messaggio che mi piacerebbe arrivasse a prescindere dal mio brano che si sta ascoltando è un messaggio di ottimismo e positività; sono sentimenti e modi di vedere che dobbiamo applicare a qualsiasi cosa facciamo, dalla più semplice alla più complessa, per poter affrontare ogni situazione con la giusta convinzione.

Com’è affrontare la strada del cantautore emergente in Italia? Quali sono i pro e i contro in questo settore? 

E’ uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare” diceva, se non sbaglio, John Wayne!

E’ uno sporco lavoro perché è un mondo dove farsi sentire in questo momento è allo stesso tempo facile e difficile: facile grazie ad internet, alla immediatezza con la quale posso caricare un mio brano su YouTube, Spotify o altri canali; difficile perché c’è tanta carne al fuoco, tanti progetti bellissimi e riuscire a farsi notare in una tale vastità non è semplice.

C’è una canzone tra quelle che hai scritto alla quale ti senti legato in modo particolare?

Sono legato ad ogni canzone in maniera diversa. In tanti risponderebbero a questa domanda dicendo “le canzoni sono come i figli” : non puoi decidere quale è meglio! Se però devo scegliere ti dico la mia primissima canzone, quella scritta insieme a Giulia. Non dovrebbe esistere ormai più alcuna traccia online di questa canzone, c’era un video su Youtube registrato con una pessima qualità audio ed un’altrettanto pessima qualità video.

Ho un rapporto di amore ed odio con questa canzone, amore perché ha dato il via a quella che è la mia più grande passione; odio perché non le ho ancora trovato un vestito adatto per poterla presentare al pubblico, prometto che ci lavorerò per farvela sentire!

Quali consideri essere le tue influenze artistiche?

Come ho già detto in risposta alla prima domanda, il primo nome che devo per forza di cose fare è quello di Luciano Ligabue: è il primo artista che ho cominciato a seguire, non mi sono (quasi) perso un suo concerto e mi piace molto a livello musicale e testuale. Adoro il rapporto che ha con il suo pubblico, l’energia che si avverte ad ogni suo concerto!

Pensando ad altri artisti italiani ascolto moltissimo i Negrita, Piero Pelù ed i Litfiba, ed ultimamente mi sono avvicinato ad artisti meno noti come Ministri e Fast animals and the slow kids; meno noti dal punto di vista dei numeri e del seguito rispetto ai primi che ho citato, ma che meriterebbero sicuramente più spazio e visibilità per quello che hanno da dire e per come lo fanno. Se guardo invece fuori dall’Italia ti dico tre nomi su tutti: il boss Bruce Springsteen, Led Zeppelin e Foo Fighters.

Progetti futuri?

Sto studiando per portare ad un livello più alto il mio progetto musicale sotto diversi aspetti. C’è un mondo dietro alla “semplice” canzone, che va dallo studio del testo e dell’arrangiamento, dalla scelta dei suoni alla registrazione e prosegue con la promozione della canzone, essenziale per poter arrivare ad un maggior numero di persone possibile e poter fare, un giorno, di questa mia passione un lavoro.

Potete ascoltare e seguire Pietro Milani su tutti i principali canali social:

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La sua musica è disponibile su YouTube e Spotify.

In collaborazione con @borracho.play.music

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Giulia Scialò

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