Orpheus Rhapsody
Interviste/Recensioni

Orpheus Rhapsody: intervista a Simone De Sena

Dopo lo spettacolo “Cronache del dono e della maledizione“, Simone De Sena torna con un nuovo affascinante progetto: Orpheus Rhapsody è uno spettacolo di teatro-musica, scandito dalle composizioni originali per violoncello solo, voce ed elettronica di Simone De Sena, Enrico Loprevite e Ruggero Misasi, liberamente ispirate all’Orfeo di Claudio Monteverdi.
Lo show vede come protagonisti Simone De Sena (violoncello), Enrico Loprevite (voce) e Ruggero Misasi
(elettronica).

Lo spettacolo sarà rappresentato in prima assoluta il 21 e il 22 giugno a Cremona, in occasione del Monteverdi Festival.

Il mito di Orfeo viene interpretato in una chiave attuale e innovativa, prendendo come ispirazione i riferimenti del cinema crudo e realista di Pierpaolo Pasolini, Claudio Caligari e dei contemporanei Matteo Garrone, Damiano e Fabio D’Innocenzo.

Potete ascoltare e seguire Simone De Sena su tutti i principali canali social:

Instagram, Facebook, YouTube e Spotify.

Orpheus Rhapsody

L’idea dello spettacolo e la collaborazione con Enrico e Ruggero

Ho avuto inizialmente l’idea di creare questo progetto (che spero diventi poi una sorta di docufilm) con la volontà di rispettare il mio immaginario di spettacolo che è quello di mettere in parallelo l’arte, e perciò in un certo senso la nobiltà, con il degrado e le condizioni più miserabili.

il progetto è stato poi mandato al Teatro Ponchielli di Cremona e debutteremo il 21 giugno per il loro Monteverdi Festival.

Abbiamo ragionato e lavorato insieme ad ogni dettaglio. Ognuno di noi ha aggiunto idee, approfondimenti o correzioni. Enrico ha scritto i testi e sarà la voce narrante. Ruggero invece è il produttore elettronico, mi ha aiutato con la composizione dei brani. In questo spettacolo ci sono infatti sia musiche per violoncello solo che parti solamente elettroniche, o ancora alcune parti elettroniche e violoncello. Infine alcune parti solo voce. Qui di seguito è possibile visualizzare il trailer dello spettacolo:

In cosa si possono trovare i riferimenti a Pasolini?

I riferimenti riguardano un po’ tutta la narrazione. I film di Pasolini sono noti per porre al centro dell’obiettivo l’ambiente sociale del sottoproletariato romano, con personaggi umili le quali vite, seppur marginali, entrano nella storia grazie ad uno sviluppo tragico della vicenda.

Il nostro Orfeo è infatti un ragazzo della periferia romana, cresciuto nel degrado di una realtà ai margini. Il carisma e la forte personalità lo hanno apparentemente salvato da un tempo che sembra non scorrere mai tra i blocchi di cemento dove abita. È sposato con la bellissima Euridice, ragazza del suo stesso quartiere e cameriera della trattoria della zona, il cui ristoratore, Aristeo, è noto per le invadenti attenzioni che rivolge alle dipendenti molto più giovani di lui. Orfeo detesta tale atteggiamento.

Una sera, verso lo scoccare della mezzanotte, il nostro protagonista si sveglia di soprassalto e si accorge che Euridice non è ancora rientrata a casa. Prova a chiamarla al telefono, ma non risponde. Quindi, decide di andarla a cercare e si incammina a piedi verso la trattoria di Aristeo. Inizia la discesa agli inferi del protagonista, un oscuro viaggio notturno in una periferia romana dominata da demoni e fantasmi, impersonificati dagli “ultimi” della società.

Da qui in avanti, lo spettacolo si caratterizza di un parallelismo tematico tra mitologia e attualizzazione
cinematografica dei personaggi presenti nel racconto originario.

Quindi gli inferi sono rappresentati dalla periferia romana?

Esatto, abbiamo rappresentato l’inferno come la notte passata in un quartiere della periferia romana, con l’incontro di tutti questi dannati; gli ultimi della società. Una discesa agli inferi odierna e attuale. Il finale perciò si distacca da quello del mito.



Ho avuto il privilegio di innamorarmi. Di amare una persona più che la vita mia.
Ma qui l’amore è filtrato dalla disperazione di queste mille margini. Da un destino che pare esse contro la gente che come me ogni sera vede tramontare il sole dietro le macerie di una società irrotta e in collisione. Ho amato e sono stato condannato dal mio stesso amore. Solo ora riesco a avere il coraggio per descrivere veramente come ho scritto altre cose. Solo ora.

Orpheus Rhapsody

Il parallelismo viene attuato non solo nello sviluppo della trama, ma anche nella caratterizzazione dei vari personaggi.

Ogni personaggio ha una sua peculiarità e appare al pubblico in modo diverso: abbiamo infatti intervistato delle persone comuni, per strada. Le interviste verranno proiettate e mostrate al pubblico tramite uno schermo.

Orfeo incontra per primo Caronte, poi Cerbero, Tantalo, Issione e Persefone. I personaggi mantengono il nome di quelli della tragedia e sono rappresentati dagli “ultimi” della società: per esempio ci siamo immaginati Caronte come uno spacciatore poiché nella mitologia è colui che traghetta le anime verso l’inferno, proprio come uno spacciatore conduce i dannati delle nostre strade verso la fine.


Una sicurezza necessaria, perché noi esseri umani, come dicevo, non siamo guidati solo dalla posizione di amore, ma allo stesso livello anche dalla posizione di morte, ovvero dal desiderio di tutto contro tutti, dal desiderio di sopraffare il prossimo per pura avidità, di imporre il nostro potere su ciò che ci circonda. Un istinto distruttivo e autodistruttivo che ha generato conflitti, guerre, odio e morte,
ma non solo. L’essere umano attraverso la violenza è riuscito a dominare la natura, a renderla schiava per procurarsi soddisfazione.
Il progresso dell’essere umano è progresso della violenza e della ribellione alla repressione a cui la civiltà è costretta per non andare in frantumi. Siamo tutti amore e violenza, creazione, distruzione e autodistruzione.
Per ricordarti che sei un essere umano, che anche tu, come tutti, sei fatto di amore e di morte.
Hai avuto la presunzione di credere che l’amore che tu prova a vivere in radice le bastasse per salvarsi da questo inferno? Che le bastasse sposarsi con te e forse un domani mettere su famiglia? Ma lei voleva di più, voleva una libertà solo sua, essere padrona di se stessa, pagarsi gli studi per poi fare un lavoro dignitoso, che desse un senso alla miserabile vita di chi è confinata ai margini.

Orpheus Raphsody

Le musiche e l’ispirazione a Monteverdi

Ogni personaggio ha un suo momento solo strumentale che lo caratterizza e in un certo senso lo descrive. Per lavorare alle musiche ci siamo divisi i personaggi. Io mi sono occupato di Caronte e di Tantalo. Per Caronte ho aggiunto anche la melodica e un momento corale, immaginandomi un coro di dannati ai lati dell’Acheronte. Issione invece è solo musica elettronica. E poi, ovviamente, ci saranno anche rap e teatro!

I prossimi progetti

Spero che Orpheus Rhapsody possa diventare presto un Docufilm. Spero di potervelo presentare nei prossimi mesi.

Porterò poi ancora in scena Cronache del dono e della maledizione: sarò in scena a Potenza ad agosto e a Napoli a novembre.

Sarò poi impegnato a Lucca con l’Orchestra Cherubini e il Maestro Muti, occasione che mi permetterà di salutare tanti vecchi amici. Successivamente a L’Aquila per vari concerti con I Solisti Aquilani.

Ringraziando di cuore Simone per l’intervista e la disponibilità, vi invito a seguirlo per rimanere aggiornati sulle prossime date di questo bellissimo spettacolo!

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Giulia Scialò

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