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Medea secondo Euripide, Cherubini e Pasolini: l’attualità del V secolo a.C.

La figura di Medea è senza dubbio una più affascinanti del mondo della mitologia greca. Spesso e volentieri delineata solo come perfida e crudele assassina dei suoi figli, è in realtà un personaggio ben più complesso. Una figura attraverso la quale Euripide volle fare un atto di denuncia nei confronti della società ateniese. Nel V secolo a.c. le donne erano invisibili, non erano neanche libere di uscire di casa: totalmente assoggettate all’uomo, il quale aveva il pieno controllo e potere su di loro e disponeva di esse come di un oggetto. 

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È interessante notare come Euripide seppe mettersi nei panni delle donne e, nel rappresentarle, difenderle. Seppe finalmente farle apparire forti e magnifiche, guerriere instancabili. Attraverso Medea Euripide denuncia quella struttura sociale così chiusa e maschilista ed è per questo che leggere la sua storia risulta oggi estremamente attuale e fondamentale. In una società che ancora svilisce ogni giorno la figura femminile, in cui spesso le donne vengono viste come petulanti figure delle quali dobbiamo disfarci, ecco allora che conoscere la storia di Medea ci fa comprendere come la mentalità occidentale non sia poi progredita di molto, poiché patriarcato e maschilismo sono ancora troppo presenti e centrali nella nostra cultura. 

Il discorso di Medea fece così scalpore che le suffragette inglesi, all’inizio dell’Ottocento usarono le sue parole come una bandiera: “È cento volte meglio imbracciare lo scudo piuttosto che partorire una volta sola”.

Da Euripide a Pasolini

Euripide racconta la storia di Medea ambientandola dieci anni dopo il matrimonio con Giasone, e racconta perciò le vicende terribili che portarono Medea ad essere ripudiata e umiliata. E’ interessante notare come Medea, nel corso dei secoli, sia stata etichettata come una crudele assassina della sua stessa prole, mentre poco si riflette sulle azioni di Giasone. Il tradimento, l’abbandono, l’avidità e la lussuria sembrano passare in secondo piano ed essere perdonate. Ma è giusto? Non è forse la stessa cosa che succede tutt’oggi? Euripide è in grado di farci riflettere su questo. E il fatto che la sua opera risulti essere incredibilmente attuale non è certo condizione di gioia.

  • Per approfondire la storia di Medea consiglio caldamente la lettura di questo libro.

La tragedia di Euripide è stata oggetto di numerosi adattamenti teatrali, trasposizioni cinematografiche e musicali. Euripide, Cherubini e Pasolini sono dunque autori legati indissolubilmente, sebbene la distanza cronologica tra i tre sia notevole, da un unico fil rouge: la figura di Medea. Sia Cherubini che Pasolini hanno invero prodotto opere dal valore immenso basandosi sull’immagine di questa donna straordinaria.

Luigi Cherubini e la sua Médée

Medea (Médée in francese) di Luigi Cherubini è un’opera lirica in tre atti basata sulla tragedia omonima. In scena per la prima volta nel 1797, venne ben presto considerata l’apice dell’ispirazione drammatica del musicista proprio per la tematica trattata e per la figura della protagonista che abbiamo sopra descritto. La scelta del soggetto, uno dei più complessi del teatro greco, accentuò dunque la novità dello stile cherubiniano. 

“Vetta suprema della musica drammatica”

Così Brahms definisce il capolavoro di Cherubini. In effetti, l’opera è un caposaldo della letteratura musicale e incarna perfettamente la maturazione dello stile neoclassico che avvenne durante la Rivoluzione francese e rappresenta indubbiamente un magistrale esempio di opéra- empire, nel ricorrere, per rappresentare la grandezza della tragedia greca, ad una composizione dal magnificente sostegno sinfonico e dalla grandiosità dei mezzi vocali.

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Il merito di Médée

Medea, Cherubini- ph credits by venticaratteruzzi.com
Medea, Cherubini- ph credits by venticaratteruzzi.com

Le caratteristiche della Medea di Cherubini acquisiscono un’importanza senza pari nel delineare e sviluppare l’importanza della scuola operistica francese, soprattutto considerandola in rapporto alla grandezza e al potere dell’opera italiana. La musica del compositore è pervasa in quest’opera da una forte drammaticità che risulta essere estremamente vicina al tono della tragedia di Euripide. Con questo capolavoro Cherubini rispecchia il gusto dell’epoca sottolineando l’ingresso nella musica settecentesca della tensione rivoluzionaria e se si vuole anche violenta.

Un’ulteriore caratteristica che distingue quest’opera dalle convenzioni del secolo è la centralità della figura femminile, sulla quale è imperniato l’intero libretto. Nell’Ottocento il personaggio di Medea divenne un vero e proprio banco di prova per tutte le cantanti liriche decise a dimostrare il proprio talento. Tra tutte spicca ovviamente la figura di Maria Callas, sublime cantante lirica che interpreterà Medea anche nel capolavoro di Pasolini.

Pier Paolo Pasolini, Medea come opposizione di due culture

Medea (Callas e Pasolini)- ph credits by roma.repubblica.it
Medea (Callas e Pasolini)- ph credits by roma.repubblica.it

Figura di enorme rilievo del secondo Novecento, Pier Paolo Pasolini è un intellettuale che ha saputo sapientemente districarsi in tutte le forme d’arte. Poeta, scrittore, romanziere, autore teatrale, regista, critico letterario, giornalista, pittore. Incarnazione perfetta di collaborazione tra le arti, Pasolini ha saputo adoperare magistralmente tutte le forme artistiche al fine di trattare temi di centrale importanza nella cultura contemporanea: la volontà di lottare contro quelle istituzioni e quei meccanismi del costrutto sociale che impediscono all’uomo la libertà e l’autenticità

Lo stesso Pasolini interviene così in merito alla coniugazione di linguaggio letterario e linguaggio cinematografico: “L’esperienza cinematografica e quella letteraria non sono antitetiche. Direi anzi, che esse sono forme analoghe. Il desiderio di esprimermi attraverso il cinema rientra nel mio bisogno di adottare una tecnica nuova, una tecnica che rinnovi. […] L’importante è l’opera, l’ideazione che questa opera prevede,; fondamentale è la spinta progressiva che essa contiene”.

Il poeta dichiara spesso di sentirsi e di considerarsi come confinato ad una condizione di estraneità rispetto al mondo in cui operò attivamente. Come se sentisse di non appartenere alla sua epoca.

“Io sono una forza del passato. Solo nella tradizione è il mio amore” -Poesia in forma di prosa

Ed è forse per questo che, mentre continua a scrivere, constatare, denunciare il mondo capitalistico occidentale, il consumismo e la corruzione, Pasolini si rivolge al contempo a un “altrove”: nasce l’interesse per un altrove nello spazio e nel tempo. Il fascino per l’oriente e per il passato classico. 

La delusione dell'”altrove”

E’ da ciò che nasceranno film come Edipo Re, Medea e Il Fiore delle Mille e una Notte, girati tutti nei paesi del cosiddetto Terzo Mondo, ovvero i paesi in via di sviluppo. Pasolini dichiarerà poi la sua delusione per il mondo e la cultura orientali: anche le culture più remote conoscono il dramma e l’abbrutimento della violenza e della corruzione. 

Medea mette in atto proprio questo. Il film, realizzato nel 1970, rappresenta il confronto tra la cultura ieratica, spirituale e clericale di Medea e la cultura pragmatica, razionale alla quale invece appartiene Giasone. Spirito e ragione si scontrano provocando una tragedia e l’intera pellicola è imperniata sulla dicotomia tra queste due culture. 

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Medea è l’eroina di un mondo sottoproletario, arcaico, religioso. Giasone è invece l’eroe di un mondo razionale, laico, moderno. E il loro amore rappresenta il conflitto tra questi due mondi.

Pier Paolo Pasolini

I due mondi così distanti sono rappresentati non solo dalle figure della tragedia greca, bensì anche dai luoghi nei quali il film è stato girato. Siria e Turchia per la prima parte del film, nella quale è centrale il tema dell’amore tra i due protagonisti e nella quale già si delinea una purezza appartenente al mondo “barbaro” di Medea in contrapposizione alla più corrotta civilizzazione di Giasone. Pisa per la seconda parte del film nel quale viene invece messa in scena la vicenda legata a Corinto (dunque la storia del tradimento di Giasone). 

Dunque due mondi. Due universi in contrapposizione. Medea, spiritualità; Giasone, la civiltà corruttrice. Pasolini ancora una volta ci avverte: la società contemporanea è la fine della autenticità psicologica.

Giulia Scialò

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