Romeo e Giulietta- ph credits by lacittaimmaginaria.com
Arti in Simbiosi,  Letteratura,  Musica

Romeo e Giulietta: l’amore in musica e in letteratura

Un dramma che è la più alta rappresentazione e celebrazione dell’amore romantico, persuasivo, carnale e idealizzato allo stesso tempo: Romeo e Giulietta è un’opera in cui Shakespeare lascia trasparire tutto il romanticismo che lo caratterizza come poeta, quello dei suoi Sonetti: un’anima sensibile e passionale.

Pubblicità

L’affascinante e struggente storia dei due innamorati ostacolati dalle famiglie e da un destino tiranno ha da sempre conquistato il cuore dei lettori. Una tragedia che vede come protagonista uno dei personaggi più interessanti, completi e profondi della letteratura inglese: Giulietta è una donna pur essendo ancora un’adolescente. È un carattere forte e determinato che non ha paura di combattere per i suoi sogni, a costo di correre contro a un destino fatale a braccia aperte. È la reincarnazione della purezza dell’amore, sentimento che tramite la sua figura raggiunge i più alti livelli di romanticismo e di eleganza.

Un amore non vissuto

A differenza di Chaucer, Shakespeare non rappresenta la morte dell’amore, bensì la morte dei due amanti. Sebbene Chaucer sia un punto di riferimento per il drammaturgo inglese, in questo aspetto se ne discosta notevolmente. 

La morte di Romeo e Giulietta, al contrario di quanto spesso si sia portati a pensare, non è l’epicentro del dramma: il centro vitale si può leggere in questo passaggio, nel quale si percepisce come Giulietta sia una eterea figura nobile che evoca un senso di infinito, un infinito che deve ancora arrivare: 

“ROMEO

Giulietta, per quella sacra luna lassù, che copre d’argento le cime del frutteto, ti giuro…

GIULIETTA

Oh, non giurare sulla luna, la luna incostante, che ogni mese cambia la sua orbita se no il tuo amore sarà altrettanto mutevole!

ROMEO

Su cosa dovrò giurare allora?

GIULIETTA

Non giurare per niente, o se vuoi, giura su te stesso, il dio che il mio cuore idolatra, e ti crederò.”

Il fulcro del dramma è dunque la messa in scena di una passione basata non sui piaceri che i due amanti hanno vissuto, bensì su tutti i piaceri che non hanno vissuto. (Hazlitt)

Shakespeare dimostra sicuramente con queste straordinarie pagine di non essere di certo freddo come Amleto, il suo unico personaggio in grado di disinnamorarsi (egli negherà infatti di aver mai amato Ofelia). Più precisamente Amleto, sebbene inevitabilmente ci sia una parte di noi che si riconosce nell’affascinante essenza del giovane, è l’unico personaggio che non ha mai amato davvero.

Tra Romeo e Amleto intercorre una abissale differenza. La differenza tra sogno e realtà, tra amore e raziocinio, passione e lucidità. Shakespeare ha saputo regalarci, tramite una straordinaria abilità, la capacità di poterci riconoscere ora in Amleto ora in Romeo: a noi decidere come patire gli strali di una fortuna oltraggiosa.

Romeo e Giulietta nella letteratura musicale

Romeo a Giulietta è forse una delle tragedie più rappresentate e trascritte in musica. Non solo ricordiamo il poema sinfonico di Tchaikovsky, il balletto di Prokofiev, la sinfonia drammatica di Hector Berlioz e l’opera di Gounod, ma anche “I Capuleti e i Montecchi” di Bellini, “Romeo e Giulietta” di Vaccaj. Con Bellini e Vaccaj scopriamo come la storia dei due famosi innamorati non sia stata conosciuta in realtà unicamente per merito di Shakespeare: era difatti una novella già presente nel panorama letterario italiano da molto prima che il più grande drammaturgo di tutti i tempi ne scrivesse il celebre dramma.

Luigi da Porto, infatti, fu probabilmente il primo a raccontare le vicende dei due amanti di Verona. Venti anni dopo, nel 1554, uno dei più importanti novellieri del Rinascimento- Matteo Bandello– ne realizzerà una novella. Solo trenta anni dopo giungerà il capolavoro shakespeariano. L’opera in due atti di Bellini, così come l’opera di Vaccaj, si rifà dunque proprio a questa novella rinascimentale.

Tchaikovsky e Prokofiev: l’indipendenza della musica

Il poema sinfonico di Tchaikovsky fu uno dei primi capolavori del compositore russo. L’opera, pur non addentrandosi nei dettagli e nei particolari della tragedia shakespeariana, è capace di restituire magistralmente le immagini suggestive, le condizioni psicologiche e i sentimenti di un dramma immortale. Dopo la realizzazione della Prima Sinfonia, Tchaikovsky dimostra ancora una volta come la musica sia in grado di evocare precise scene ed emozioni pur evitando di sottoporsi ad un retorico programma.

Allo stesso modo, a quasi un secolo di distanza, Prokofiev comunicherà attraverso la realizzazione del suo balletto la sua convinzione di quanto la musica possa essere indipendente, predominante, pensata come fine a se stessa e come linguaggio a se stante. Difatti il balletto ispirato a Romeo e Giulietta è musica molto complessa che ha già un senso acquisito in sé e per sé e solo eventualmente può essere rappresentata e interpretata (per questo i primi ballerini che si cimentarono nello studio del capolavoro lo giudicarono addirittura non ballabile). A dimostrazione di ciò, Prokofiev estrasse poi dalla partitura due Suites per orchestra e una riduzione per pianoforte. Tali rielaborazioni esigevano chiaramente netti rifacimenti e “riempimenti” di quegli spazi vuoti lasciati necessariamente alla scena e alla danza: riaffermava così ancora una volta il predominio della musica, l’indipendenza del linguaggio musicale e la forza della pura invenzione.

L’espressione pura del sentimento nell’opera di Gounod

Nella straordinaria opera di Gounod, rappresentata per la prima volta nel 1867, la ricchezza dell’invenzione e l’incredibile esemplare consapevolezza di scrittura sono testimonianza del raggiungimento da parte del compositore della piena maturità artistica. L’importanza dell’opera di Gounod risiede nel suo essere determinante per la nascita di  un nuovo genere: il drame lyrique, il quale rivoluzionò l’estetica francese della seconda metà dell’Ottocento.

L’interesse di Gounod nei confronti del dramma shakespeariano si concentra tutto sull’interiorità dei due giovani innamorati, cosicché l’espressione del sentimento diviene centrale nella realizzazione della sua opera, riducendo invece il contesto storico-politico sullo sfondo. Proprio per questo il drame lyrique termina con le ultime parole pronunciate dai due amanti, e non con la riappacificazione delle due famiglie rivali. Il messaggio finale viene lasciato alla musica: l’orchestra fa riecheggiare nell’aria il leit motiv che fin dall’Ouverture esprime l’amore di Romeo e Giulietta.

Il carattere estatico si pone in netto contrasto con la drammaticità della scena rappresentata e ciò ci svela che i due amanti di Verona muoiono solo agli occhi del pubblico, poiché il loro amore trascende la morte stessa e durerà per sempre.

I Consigli di lettura di Dissonanze Letterarie

Giulia Scialò

Se vuoi che DissonanzeLetterarie continui a esistere, puoi supportare il mio blog con una donazione libera.

Seguimi su

Instagram

Facebook

Twitter

Linkedin

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.