Inconsapevolmente- ph credits by Alessandro Muscianese
Interviste/Recensioni

Intervista ad Alessandro Muscianese: Inconsapevolmente

Inconsapevolmente è l’opera letteraria con cui il giovane musicista Alessandro Muscianese debutta nel mondo degli scrittori emergenti. Inconsapevolmente è un libro che vuole superare il concetto di narrazione, poiché la trama assume il ruolo di contorno, dando libero respiro a quello che è la vera essenza del libro: le riflessioni filosofiche. Sebbene possa apparire un libro ancora acerbo sotto alcuni punti di vista, in particolar modo per la struttura diegetica del romanzo, Alessandro rivela avere idee e teorie consolidate a riguardo, nonché un’anima originale e sorprendente, il che è davvero ammirevole. 

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Ecco a voi l’intervista per conoscere meglio questo giovane talento!

Avendo avuto la piacevole opportunità di confrontarmi con te, mi è apparso subito chiaramente come la tua volontà primaria sia quella di esprimere i contenuti superando il concetto di forma standardizzata: spiegaci meglio questa tua filosofia dell’arte di scrivere.

E’ molto semplice. Quando scrivo mi sento libero. Per vederla con una visione pirandelliana, lascio che la vita (in questo caso i concetti) domini sulla forma e quest’ultima si assoggetti alla volontà del pensiero. Non mi interessa se uso diversi tipi di passato per poter spiegare al meglio ciò che voglio esprimere: il fine giustifica i mezzi.

La tua storia è un pretesto per trattare temi filosofici, i quali rispecchiano riflessioni che tu stesso hai fatto nel corso della tua vita. Cosa ti ha spinto dunque a voler condividere i tuoi pensieri?

La paura è stata il motore che mi ha spinto alla pubblicazione del mio romanzo. Sentendomi, in quel periodo storico, in armonia con quella linea di pensiero, avevo paura di perderlo, ed è da ciò che è nata l’esigenza di mettere me stesso in un luogo immutabile, una sorta di fotografia dei miei pensieri, che magari un giorno potrà tornarmi utile. Ho notato una cosa bizzarra di cui, prima, non ero minimamente consapevole: la mia maturità psicologica cresce giorno per giorno. Quelli che prima consideravo capisaldi del mio pensiero oggi si sono evoluti, o sono stati sostituiti. Tuttavia resteranno vivi finché condivisi e, quindi, fruibili.

Qual è il messaggio che più di tutti dovrebbe raggiungere la mente del lettore? Perché si dovrebbe leggere il tuo libro?

Ritengo che i miei pensieri siano come figli: li considero tutti alla pari e non voglio che per arroganza uno di loro prevalga sull’altro. Piuttosto mi piace pensare che fluiscano nella mente del fruitore come un fluido immateriale. Il mio libro si dovrebbe leggere perché il confronto è importante; magari qualcosa che ho scritto potrebbe “svoltare” la mente del lettore piantandocisi dentro, come un piccolo semino che, se innaffiato regolarmente con della buona acqua, ha il potenziale per diventare una pianta enorme.

Il libro è stato scritto 5 mesi fa. Avendo asserito che la tua maturità psicologica si accresce di giorno in giorno, cambieresti ad oggi qualcosa del tuo lavoro?

L’unica cosa che cambierei è la figura della donna ed il suo ruolo. Avrei potuto infatti sviluppare meglio la figura di Clara. Difatti mi preme evolvere la figura della donna nel mio eventuale prossimo lavoro.

Quali sono i tuoi idoli letterari? Ti ispiri a qualcuno in particolare?

Il mio scrittore preferito è sicuramente d’Annunzio; ritengo che il “trionfo della morte” sia il suo grande capolavoro, nel quale si racchiude tutta l’essenza del suo pensiero. Tra gli altri scrittori annovero Pirandello, Svevo, Palazzeschi e Tozzi. Io, citando Kierkegaard, scelgo di non scegliere a chi ispirarmi: seguendo il flusso dell’universo e, contemporaneamente, quello del mio inconscio, mi lascio ispirare in modo casuale e disordinato da ognuno di loro. Il vero spettacolo è diventare consapevoli delle citazioni inconsce che si sono sviluppate, una vera goduria.

Da dove deriva la tua passione per la filosofia che si evince in molte delle tue pagine? Hai un filosofo a cui ti senti più legato? Se sì, quale?

Fin da piccolo sono sempre stato curioso su tutto, credo che la mia passione nel campo umanistico ha prevalso sul resto per merito (o demerito?) degli adulti che mi davano risposte insoddisfacenti alle grandi domande che io ponevo, lasciandomi con un gran senso di vuoto interiore che sto colmando nel tempo conoscendo il mio “io” ed il mondo che mi circonda. Quando alle superiori ho scoperto la filosofia, studiando dunque il modo in cui molti sentivano l’esigenza di porsi domande e regalarsi risposte, mi sentii rincuorato ed appassionato. Questa passione crebbe sempre di più anche grazie alla mia insegnante, la quale ci spiegò in modo impeccabile ciò che i grandi pensatori della storia volevano trasmettere. I filosofi con cui mi trovo in sintonia sono Kierkegaard (specialmente nel tema della “scelta“, un po’ pirandelliano a mio avviso) e Freud (con la sua psicanalisi).

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Hai altri libri in programma?

Per adesso mi attende la laurea al conservatorio. Suono il corno e sto per terminare il Corso Accademico di II Livello. Potrei star scrivendo una cosetta effettivamente, ma chi può saperlo: il tempo è rivelatore.

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Giulia Scialò

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