Claudio Zilli: ph credits by Claudio Zilli
Interviste/Recensioni

“Testi di spensieratezza e riflessione”: intervista a Claudio Zilli

Claudio Zilli, cantautore e autore di “scuola” romana, ha all’attivo numerosi brani inediti e ben tre album. Sarcastico, ironico e pungente, Claudio ha scritto testi e musica sia per se stesso che per diverse interpreti tra cui Serena Celeste (noto il brano “La Sposa” con un videoclip in uscita per maggio 2014), Claudia Romeo e Yvonne Scarrozza.

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Tra le partecipazioni radio-televisive ricordiamo “Cheyenne Radio Sound” con il commento di Eugenio Bennato, “Radio inBlu”, “Radio Centro Suono Sport”, “Radio l’Olgiata”, “Radio Manà Manà”, “Teleambiente” ed “Edicola Fiore” di Fiorello. La sua musica echeggia in numerosi locali della vita notturna romana e non solo.

Tra i suoi brani più conosciuti, oltre ad “a Samba Si”, troviamo “Aria” (feat. Serena Celeste), “Resta Qui”, “E Mi Sento un Clandestino”, “Lov du Maz”, “il Sole di Roma”, “Ti Immagino Così” e “Tu non ha capito niente di me”, solo per citarne alcuni. Nel 2014 esce il videoclip ufficiale del singolo “A Samba Si” girato da Mark Barring e promosso da Forsound con la partecipazione straordinaria di “Pino delle Chiaie” (25 anni nel musical “Forza Venite Gente”) e il contributo affettuoso delle persone vere di San Basilio.

Potete ascoltare e seguire Claudio Zilli su tutti i principali canali social:

Instagram, Facebook.

La sua musica è disponibile su YouTube e Spotify.

Ecco qui la mia intervista per conoscere meglio questo fantastico artista!

Raccontaci di te! Come è nata la passione per la musica e per la scrittura?

La mia passione per la musica è nata tanto tempo fa in età molto giovane. Avevo 14 anni quando ho cominciato ho iniziato a suonare la chitarra tramite un sacerdote di zona. E man mano mi accorgevo che mi piaceva inventare e che mettendo insieme parole uscivano fuori semplicemente dei testi molto carini, molto simpatici. Queste canzoni, questi testi cominciavano così a prendere forma. E mi sono trovato poi nel corso degli anni a maturare sempre di più fino a fare numerosi concerti ed esibizioni sia in Italia che all’estero.

C’è un messaggio in particolare che vuoi venga colto dal tuo pubblico grazie alle tue canzoni? Quale?

Il messaggio particolare che vorrei sia percepito dal mio pubblico è che nelle mie canzoni si sente sì molto la spensieratezza, tuttavia con una base sempre presente di riflessione. Nei miei testi, seppur ironici e sarcastici, non manca mai un messaggio di fondo che vorrei che la gente apprendesse.

Il tuo stile di scrittura è stato definito sarcastico ironico e pungente. Di cosa parlano i tuoi testi e cosa vuoi denunciare attraverso l’ironia? Qual è a tuo avviso l’importanza di fare satira attraverso la musica?

I miei testi sono sarcastici e pungenti ma parlano principalmente d’amore e di quei rapporti che non riusciamo più a creare intorno a noi, nella nostra attuale società. Non sono quindi canzoni di denuncia.

Un brano che si potrebbe definire propriamente satirico e di denuncia è la mia canzone “Si sono rotti i Pooh”, poiché è un testo contro il mondo della televisione e contro la difficile situazione per il mondo dell’arte e dei cantautori emergenti, i quali non trovano lo spazio e la possibilità di farsi strada a causa dei malsani meccanismi legati alle raccomandazioni.

Scrivi sia per te stesso che per altri: in quale ruolo di senti più a tuo agio? Com’è scrivere per altre persone, quali sono i pro e i contro?

Scrivo sia per me stesso che per gli altri. La differenza è enorme. Quando scrivi per te stesso sai che quando il pubblico ascolta quella canzone ascolta te stesso e il bello è che non vedi l’ora di sentire la reazione dell’uditore.

Quando scrivo per gli altri è l’artista in questione che prende possesso della canzone. Mi piace in ogni modo vedere come una mia creatura prenda vita e vada avanti per mezzo di un artista che riesce a trasmettere e a far amare il brano. E’ sempre molto gratificante quando la canzone ottiene un buon riscontro, assistere alla riuscita del pezzo, vedere come il cantante ha successo e fa girare la sua musica anche grazie al mio lavoro.

Com’è affrontare la strada del cantautore emergente in Italia? Quali sono i pro e i contro in questo settore?

 La strada del cantautore in Italia è difficile e questo si sa. Posso dire che facendo musica da quasi 25 anni di cose ne ho viste parecchie. E’ sempre uno show, perché si tratta di te stesso contro il mondo e contro il popolo.

In Italia il mondo dell’arte, della musica e delle canzoni è ancora visto come un hobby, un passatempo e perciò purtroppo il riscontro si vede un po’ poco. Non si considera ancora quanto si dovrebbe tutto il lavoro, l’animo, la poesia e la fatica che c’è dietro una sola canzone, una sola esecuzione.

All’estero è diverso perché c’è molto più rispetto. Quello che direi oggi ai ragazzi più giovani è di provare anche all’estero, anche per strada. E’ un’esperienza fantastica e si percepisce molto il rispetto per questo lavoro.

C’è una canzone tra quelle che hai scritto alla quale ti senti legato in modo particolare?

Ogni mia creazione rappresenta un passo della mia vita, una fotografia. Perciò mi rimane molto difficile rispondere a questa domanda. Non potrei scegliere tra nessuna delle mie opere. A volte mi ci metto anche a riflettere, ma non arrivo mai a una scelta.

Cosa ne pensi dell’attuale scena musicale italiana?

Dell’attuale scena musicale italiana penso che mi sembrano un po’ tutti uguali questi nuovi cantanti. Con la stessa stampa. Sia per quanto riguarda i testi che per quanto riguarda il modo di cantare.

Quali consideri essere le tue influenze artistiche ?

Le mie influenze artistiche vengono dal mondo cantautorale. Io vengo dai grandi nomi di Domenico Modugno, Adriano Celentano, Fred Buscaglione, per non parlare dei grandi jazzisti o anche il grande Bob Marley (grazie a lui ho imparato a suonare la chitarra!). E’ mescolando un po’ tutto questo che è venuto fuori quello che inevitabilmente è il mio genere.

Progetti futuri?

Tengo a precisare che vorrei vedermi sempre più in veste d’autore. Lo sto già facendo ma vorrei che questa cosa prendesse sempre più forma e avesse sempre più riscontro. Sono comunque intenzionato a lasciarmi uno spazio cantautorale, salire sul palco e divertirmi. Ma comunque vorrei far sì che le mie canzoni vengano cantate da altri. Se dovessi scegliere un “mestiere da fare da grande” sceglierei fare l’autore.

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Giulia Scialò

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