Lamascott: ph credits by Lamascott
Interviste/Recensioni

“Scrivere è un bisogno dell’anima e del corpo”: intervista a Lamascott

Lamascott, nome d’arte di Gaspare Triolo, è un giovane cantautore di Torino. Sebbene il suo incontro con la musica sia avvenuto ormai molti anni fa, quando era solo un bambino, è poi dal 2020, dopo un periodo di pausa dovuto a un lutto e a conseguenti momenti di difficoltà, che ha ripreso a lavorare in questo campo e a far sentire la propria voce.

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Lamascott, attraverso le sue creazioni, vuole infondere nelle generazioni presenti e future quei valori che ad oggi sembrano dimenticati, nascosti in un angolo buio del nostro passato.

“Ho la fortuna di aver avuto ed avere tutt’ora una famiglia molto amorevole,con i suoi problemi come tutte le famiglie. Mi son stati trasmessi valori e virtù che reputo essenziali ma che si stanno perdendo. Come molti grandi artisti devo riuscire a restituire ciò che ho avuto la fortuna di avere e di prendermi ciò che so di volere e di meritare.” 

Non è da tutti avere la forza di volontà di cercare un canale di comunicazione per superare e comprendere gli ostacoli della vita, e Lamascott ha trovato questo canale e questa forza nella musica. Insomma, è indubbiamente un artista da conoscere e scoprire, poiché ha buoni motivi per rendere grande il suo nome.

Potete ascoltare e seguire Lamascott su tutti i principali canali social:

Instagram, Facebook.

La sua musica è disponibile su YouTube e Spotify.

In collaborazione con @borracho.play.music

Ecco qui la mia intervista per conoscere meglio questo fantastico artista!

Come nasce la passione per la musica?

La passione per la musica è nata insieme a me. I miei parenti da sempre ascoltano musica e la producono, nonostante abbiano scelto una strada di vita non artistica a livello professionale. Sono cresciuto con la musica rock, metal e melodica. Mano a mano che crescevo verso i 6 anni mi innamorai del rap con Eminem, 50 cent, Tupac, Fabri Fibra, Neffa, Mondo marcio e Gemelli diversi andando poi a scoprirne un altra infinità.

Il tuo nuovo singolo si intitola “Odio il reggaeton”. Come nasce questa canzone e di cosa parla?

“Odio il reggaeton” è nata da un idea scherzosa tra me e Rick Vicious. Ci conosciamo da anni e un giorno ci siamo incontrati per una birra ed un po’ di freestyle in cui non sono un eccellenza. Parlavamo proprio di quanto in Italia stia prendendo piede il reggaeton come genere e di quanto questo, non c’entrando nulla con la nostra cultura, finisca per essere mera imitazione.

Noi abbiamo solo voluto dimostrare che chiunque può fare qualsiasi genere musicale anche senza inventar nulla e senza imitare. Oltretutto eravamo così ubriachi nel video che abbiamo fatto tutto molto alla buona, ma divertendoci!

Perché il nome d’arte “Lamascott”?

Il nome d’arte Lamascott nasce per gioco nel 2014. Essendo il più piccolo del gruppo del mio quartiere per tanti anni mi hanno definito come “la mascotte” del quartiere. Io l’ho solo stilizzato.

Quali sono le tue fonti di ispirazione?

Quale sia la mia fonte d’ispirazione è una bella domanda. Per me scrivere è come mangiare. Lo fai ogni volta che ne senti bisogno.

Quali sono i valori e le virtù che reputi essenziali trasmettere attraverso la tua musica?

Potrei senza dubbio star qui a discutere all’infinito circa tutti i valori e le virtù che voglio trasmette con la mia musica. Per esser breve, in sostanza vorrei che le nuove generazioni (a partire dalla mia) capissero cosa sono il sacrificio, il sudore, l’amore. Cosa significa il rispetto, il lavoro, l’aiutare se stessi ed il puntare sempre più in alto.

Ahimè la società di oggi sembra volerci raccontare di sapere qualche cosa di tutto questo… ma non mi sembra dopotutto di vedere dei buoni risultati.

Quanto puoi definire autobiografiche le tue canzoni?

Quanto io possa definire autobiografiche le mie tracce? Posso parlarti persino di una panchina a modo mio, creandoci tutto un racconto dietro e basandomi su ciò che la panchina possa aver visto da quando è stata creata fino poi alla sua distruzione: sarebbe un brano più che autobiografico in ogni caso. Poiché c’è pur sempre un mio pensiero e ragionamento dietro, bisogna solo volerlo ascoltare.

Come ti descriveresti con tre aggettivi?

Se dovessi definirmi con 3 aggettivi (anche se non basterebbero) direi: deciso, serio, commercializzabile.

Se non avessi la musica cosa pensi che faresti nella vita?

Se non avessi la musica farei il mio attuale lavoro di carpentiere artigiano. Ma farei ugualmente musica proprio come ora, proprio come sempre.

Quali sono i tuoi punti di forza come artista?

I miei punti di forza come artista sono l’essere sperimentale, collaborativo, semplice, adattabile e soprattutto originale.

Progetti futuri?

Per quanto riguarda i progetti futuri, segui la mia musica e li scoprirai. Tanti lavori sono in arrivo!

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In collaborazione con @borracho.play.music

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Giulia Scialò

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