Ornella mereghetti: ph by Giulia Scialò
Interviste/Recensioni

“Seme d’infinito e Buio d’abisso”: intervista a Ornella Mereghetti

Ornella Mereghetti è una poetessa di Treviglio che ha fatto della poesia la sua vita e la sua salvezza. Ha cominciato a scrivere all’età di 15 anni realizzando il primo lavoro, “Autunno“, e da lì non si è più fermata portando alla luce diverse sillogi poetiche (Il mare nuovo; I temporali; Le stelle nelle tasche; Ti bacio la notte).

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Alcune di queste sono poi arrivate sul palcoscenico in forma di rappresentazione teatrale, come ad esempio “Cartoline d’Inferno- Ricordi d’infanzia“, che è stato messo in scena per sensibilizzare sul tema della violenza sulle donne. Ornella si occupa infatti anche di raccogliere fondi per beneficenza al fine di sostenere i centri antiviolenza.

Un animo dolce e gentile e un lavoro ammirevole. Ringrazio Ornella per le bellissime parole che ho potuto scambiare insieme a lei e ricordo che potete seguirla sulle sue pagine Facebook e Instagram.

Ecco qui la mia intervista per conoscere questa straordinaria artista!

Come hai incontrato l’amore per la poesia, da dove nasce questa passione?

Ho incontrato la poesia a 15 anni, quando stavo in orfanotrofio. Ho avuto infatti un’infanzia sofferta: me ne sono andata a 11 anni di casa, denunciando una situazione di abuso e maltrattamento in famiglia. E’ stato in quel periodo che ho scoperto l’amore per le parole e per la scrittura. Ricordo di aver scritto lì in orfanotrofio la mia prima poesia “Autunno“. Ho poi avuto anche un insegnante di lettere, successivamente, che ha saputo apprezzare il fatto che io mi dedicassi alla poesia. Mi ha spronato a continuare e da lì quindi non ho più smesso.

Quindi la poesia ti ha saputo trasmettere un aiuto in una situazione difficile e in un’età peraltro così giovane. Qual è stato il messaggio che ti è giunto dalla poesia?

Quando voglio o sento che devo parlare di un sentimento o di un fatto accaduto, io lo affido a un foglio bianco. Lo affido alle parole. Questo è ciò che mi ha dato la poesia: su un foglio bianco il dolore che provo o quella forte emozione comincia a fare meno male e prende già un aspetto diverso. Quindi per me la poesia è salvezza. Nel momento in cui io riesco a scrivere mi salvo da quello che la vita ci riserva, poiché non sempre ci porta solo cose buone.

La poesia ha dunque avuto per te un vero e proprio potere salvifico. Presa coscienza di questo, qual è il messaggio che vuoi far arrivare a chi ti legge?

Il messaggio è sempre quello di grande speranza e di amore per la vita. Proprio perché la poesia appunto è in grado di trasformare il dolore in qualcosa comunque di di utile per crescere e per maturare, insegna anche ad amare la vita senza condizioni. E’ fondamentale conoscere l’importanza di saper trasformare il dolore in in qualcosa di utile, in qualcosa di positivo.

La tua ultima silloge “Seme d’infinito e buio d’abisso” è stata pubblicata di recente, a marzo 2021. Quali sono i temi trattati?

Seme d’infinito e buio d’abisso” arriva dopo la raccolta “Ti bacio la notte” nella quale io mi racconto nell’attesa di un amore. Le mie poesie raccontano sempre delle storie e in “Ti bacio la notte” ero partita per questo viaggio nel cuore di una persona augurandomi ovviamente di arrivare al suo cuore.

“Seme d’infinito e buio d’abisso” può essere in qualche modo considerato il seguito della raccolta precedente, poiché racconto di come questo amore non sia stato poi possibile. Per portare in salvo l’amore io l’ho affidato a Dio. Anche perché credo fortemente che amare non sia mai una cosa persa. L’amore, corrisposto o no, è comunque una crescita, un mettersi in gioco e misurarsi nella propria capacità di voler bene e quindi è comunque un momento di arricchimento al di là di quello che può sembrarci il riscontro immediato. E quindi ecco posso dire che “Seme d’infinito e buio d’abisso” vuole raccontare proprio questo: come ognuno di noi ha questa parte bella, questa parte di infinito. E come però siamo anche buio, con le nostre cose storte, le nostre cose che magari vogliamo nascondere al mondo. Ecco la mia ultima silloge è l’insieme di questi due aspetti.

Per quanto riguarda invece il tuo percorso letterario e il tuo bagaglio culturale: ci sono maestri del passato ai quali ti senti legata o poeti che che ti hanno ispirata in modo particolare?

Sì sicuramente ce ne sono tanti, poi se io mi sia ispirata a loro nel mio modo di scrivere questo non lo so. I miei preferiti sono indubbiamente Emily Dickinson o anche Alda Merini e Pablo Neruda. Poi mi vengono in mente altri come ad esempio Pedro Salinas, Fernando Pessoa. Ammiro moltissimo Mariangela Gualtieri e difatti spero, prima o poi, di andare a fare un corso da lei a Cesena dove insieme al marito, il regista Cesare Ronconi, organizza un corso di teatro e poesia. Mi piacerebbe davvero moltissimo partecipare.

Ti occupi infatti anche di teatro. Raccontaci!

Esatto, amo molto anche il teatro. A volte il libro nasce prima e solo in seguito diventa rappresentazione teatrale, a volte invece accade il contrario. Ad esempio “Ti bacio la notte” è stato prima rappresentazione teatrale e poi libro. Questa volta no, è nata prima la silloge. Ma porterò in teatro “Seme d’infinito e buio d’abisso” il 10 dicembre a Trieste, che è una città a cui sono particolarmente legata: se penso ad una città in cui vivere sento che quello è il mio luogo dell’anima.

Anche altri libri come Il mare nuovo e poi anche Cartoline dall’Inferno sono diventati spettacolo teatrale. Sono stati rappresentati al Filodrammatici di Treviglio e al San Babila di Milano. Ti bacio la notte ha visto sul palco la partecipazione di due miei cari amici e colleghi che sono l’attore romano Patrizio Pelizzi e il poeta Mattia Cattaneo che si è occupato della grafica, delle immagini e delle musiche. Lo faccio soprattutto per beneficenza, perché la poesia oltre ad aver salvato me può salvare anche gli altri. Cartoline d’inferno- Ricordi d’infanzia, ad esempio, è stato messo in scena a novembre in occasione della giornata dedicata al maltrattamento e agli abusi, per sensibilizzare sul tema della violenza sulle donne. Il ricavato è stato devoluto ai centri antiviolenza.

Ecco una cosa bella che mi piace sempre ricordare è che la poesia per me è ed è stata salvezza, ma nel momento in cui porto porto la mia poesia in teatro posso avere l’opportunità, nel mio piccolo, di salvare e aiutare qualcun altro. Non lo faccio solo per il piacere di vedere realizzate e declamate le mie opere, bensì per portare un messaggio, un aiuto.

Quali sono ad oggi i tuoi progetti futuri?

Per quanto riguarda il lavoro inerente a “Seme d’infinito e buio d’abisso” ancora siamo in una fase iniziale poiché il libro è uscito da poco. Lavoreremo sulla parte teatrale a breve.

Inoltre sto lavorando ad un romanzo. Io non ho mai pubblicato narrativa però ho questo progetto nel cassetto, quindi adesso prenderò delle lezioni per poter sistemare questo romanzo e renderlo fruibile al pubblico.

Infine, da aprile ho iniziato a studiare recitazione presso un’Accademia artistica e mi sto dedicando con tanto entusiasmo anche a questo, per poter imparare veramente il ruolo di attrice. Per ora le lezioni sono chiaramente online ma da novembre cominceremo in presenza… non vedo l’ora!

Potete leggere le poesie di Ornella Mereghetti sulla pagina Facebook Ornella Mereghetti Meraviglia.

Qui potete acquistare “Seme d’infinito e buio d’abisso“, di cui esiste anche la pagina Facebook dedicata!

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Giulia Scialò

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